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Qualità della pubblica amministrazione e sviluppo delle società locali
Barbara Barabaschi

 

A partire dagli anni Novanta la pubblica amministrazione è stata interessata da notevoli mutamenti, sia sul piano operativo che su quello delle responsabilità, che l’hanno obbligata ad un profondo ripensamento dei propri apparati amministrativi, delle logiche che li hanno governati per decenni, del rapporto con l’ambiente esterno, in particolare con l’utenza e, in generale, con il territorio nel quale essa agisce. Parallelamente è stato avviato un processo di rinnovamento anche nelle regole interne delle amministrazioni, caratterizzato da due principali tendenze: precisare e distinguere le responsabilità politiche da quelle amministrative; responsabilizzare la dirigenza sui risultati delle azioni intraprese, con conseguente revisione dei meccanismi di gestione del personale e della formazione. Il volume indaga l’esistenza di relazioni (più o meno evidenti) tra i nuovi assetti istituzionali definiti dalle riforme, i modelli organizzativi di cui gli enti si sono dotati, i relativi interventi per adeguare le competenze delle risorse umane, nonché la possibilità di svolgere un ruolo di promozione e coordinamento della società locale. Quest’ultima categoria è assunta quale paradigma di riferimento, proprio perché consente di porre il problema dello sviluppo in relazione all’insieme di condizioni istituzionali, di organizzazione dei mercati, di integrazione sociale, di creazione del consenso politico e di orientamento culturale, essenziali per spiegarne i processi di sviluppo. Gli attori considerati sono Regioni e Province, ossia i livelli istituzionali più coinvolti nelle politiche di sviluppo locale, che dal processo di decentramento amministrativo hanno ricevuto le maggiori competenze in tema di gestione e qualificazione del territorio.

Michele Colasanto

2006 Franco Angeli - Milano

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