Weber, Marx e Panzieri. Ricerca sociologica e capitalismo
Michele La Rosa

 

Non possono esserci dubbi che stiamo vivendo in una società in profonda trasformazione i cui elementi fondanti forse non riusciamo ancora a definire con chiarezza. Società post-industriale, ma anche società dei lavori ed impresa postfordista, in cui pluralizzazione degli orientamenti e delle scelte si accompagnano a fenomeni di individualizzazione sia dei rapporti sociali sia dei rapporti di lavoro. Ma quanto "pesa" il lavoro oggi? Quanto condiziona il riconoscimento sociale? Tutti interrogativi ai quali gli studiosi e gli operatori danno risposte predefinite attraverso modelli e postulati utilizzati per il passato anche se recente. Ma possiamo realmente "meglio" e più significativamente comprendere società e mondo del lavoro in cui siamo oggi immersi? Due sociologi classici ci offrono una risposta attraverso i loro scritti, sia dal punto di vista metodologico (Weber) sia di contenuto (Marx), indicando puntualmente (e quasi didatticamente) quale possa essere il ruolo della ricerca sociologica (quella seria e feconda), mentre l'ardore militante di Panzieri ci suggerisce come aggirare il rischio di sussumere i risultati dell'indagine medesima entro una logica capitalistica che non "spiega" la società, ma tenta di "duplicare il reale nel pensiero". Tre scritti oramai perduti nel dimenticatoio e mai pubblicati da più di un decennio (Una nota metodologica impareggiabile di Weber; un questionario per la "Revue Socialiste" di Marx ed una sorta di "guida" all'utilizzo non strumentale dell'indagine empirica di Panzieri), vengono qui riproposti, illustrati e "utilizzati" per ridare voce alla ricerca sociologica interpretativa capace di delineare scenari futuri.

2005 Poiesis & Praxis n. 2, Sapere 2000 - Roma