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Lavoro e nuova cittadinanza, cittadinanza e nuovi lavori
Maurizio Ambrosini, Bianca Beccalli

 

Lungo il '900, e soprattutto nella fase aurea dello sviluppo post-bellico, il progresso economico è stato accompagnato dall'estensione della cittadinanza, con la conquista per i lavoratori di un consistente pacchetto di diritti sociali. La partecipazione al lavoro, nell'epoca segnata dall'affermazione del modello industriale fordista, ha comportato l'inclusione in un sistema di protezione sociale, riferita sia alla condizione occupazionale (stabilità del posto, tutela della sicurezza, diritti sindacali), sia ai rischi connessi all'esistenza (malattia, vecchiaia, infortuni, disoccupazione). Questo rapporto si è incrinato, e oggi il rapporto tra lavoro e cittadinanza è meno nitido e lineare del passato. Cittadini senza lavoro, lavoratori senza diritti, nuovi lavori in cerca di tutele, garanzie acquisite in discussione, sono le punte emblematiche di una crisi del sistema di welfare che abbiamo conosciuto nel secondo '900. L'elaborazione di nuovi sistemi di protezione sociale, rispondenti alle sfide del sistema produttivo post-fordista, è quindi una questione di cruciale importanza per la coesione sociale delle società europee nel XXI secolo. Su questi temi si è sviluppata la riflessione dei sociologi dell'economia, del lavoro e dell'organizzazione, riuniti a convegno a Napoli nell'ottobre 1997. Questo volume raccoglie i contributi più significativi dell'incontro, e fornisce una serie di spunti, derivanti da studi e ricerche in ambito italiano e internazionale, per una discussione decisiva per il nostro futuro.

Aris Accornero, Vando Borghi, Gian Primo Cella, A. Cortese, Roberto Fontana, Silvia Gherardi, Francesco Ramella, Ida Regalia, Fedele Ruggeri, Antonella Spanò, Alain Touraine, Giovanna Vicarelli

2000 Franco Angeli - Milano

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